Il valore scientifico della barba

Nell’ultimo decennio, ovvero da quando la barba ha trovato il suo fecondo sviluppo tra le mode maschili, la Ricerca scientifica ha indagato in molteplici studi, il valore della barba. Questi studi socio-antropologici, hanno indagato molteplici ambiti di funzionamento: dalla percezione sociale dell’uomo con la barba, al grado di seduttività nell’altro genere; dalla percezione aggressiva e dominante del tipo di pelo indossato, al valore protettivo che la barba assume rispetto, ad esempio, ai raggi UV.

Questi, alcuni dei risultati emersi nell’ultimo decennio. Discutiamone insieme:

Uno studio (Neave and Shields, 2008) ha indagato, in un campione randomizzato di donne, le conseguenze dei peli sul viso rispetto a:

  • Attrattività
  • Aggressività
  • Dominanza

Dallo studio – che ha modificato digitalmente i visi degli stimoli target per valutarne il cambiamento percettivo in base al tipo di barba –(rasatura, barba ispida, barba folta, barba colta e barba stoppia, cioè leggermente accennata) è emerso che le donne trovano, in media, la barba stoppia più attraente delle altre. Per quanto riguarda le barbe lunghe e folte, invece, sono apparse come le più aggressive e anziane nella fisiognomica maschile. I tratti di dominanza ne sono risultati dalle barbe più leggere e meno folte.


Da tempo è noto come la barba, sia complessivamente uno strumento per veicolare l’aggressività e la dominanza dell’uomo sull’ambiente circostante, nonché un indice di accoppiamento. Un altro studio, di Dixson e Brooks (2013), ha messo in luce quanto una barba piena possa essere percepita come una qualità per una buona capacità genitoriale. In virtù di questa predominanza e capacità genitoriale concomitante, è sempre bello notare i molteplici messaggi polivalenti che una barba può comunicare a livello inconscio.


Oltre questi aspetti meta-comunicativi, la scienza ha dimostrato che la barba, oltre a rendere gli uomini più attraenti, ha un grande beneficio per la salute.

Uno studio dei professori dell’Università del Queensland (Parisi, Turnbull, Downs, Smith..2011) ha rivelato che le barbe, specie quelle più folte, sono infatti in grado di proteggere dal 90-95% dei raggi UV nocivi. Da ciò aggiungono (sebbene non ancora confermato) che la barba potrebbe conseguentemente arginare il periodo dell’invecchiamento della pelle sottostante!

Buone notizie insomma: anche la scienza è dalla nostra parte cari Gentlemen!