Guida storica al savoir faire del gentiluomo: la spazzola

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In questo nostro nuovo articolo di approfondimento della “gentil” tradizione, vogliamo esplorare l’uso degli utensili essenziali che, nel corso della storia, hanno caratterizzato i look delle popolazioni antiche, sino ad arrivare all’uomo del ventunesimo secolo.

E come possiamo non partire dalla tanto cara spazzola?

Secondo l’enciclopedia Treccani la spazzola, attualmente diffusissima nelle varie forme e misure suggerite dal molteplice impiego (pulizia di persone, di animali e di cose, di uso casalingo e industriale) non ebbe, nell’antichità, l’importanza di altri arnesi domestici affini.

Prima di arrivare all’epoca moderna, ed ancor prima del suo uso diffuso nell’era post-moderna, con lo sviluppo della rivoluzione industriale e la produzione in massa di tutto ciò che poteva essere commercializzato dall’uomo, la spazzola, come molti altri utensili per la cura del proprio corpo, ha subito notevoli trasformazioni nel suo uso e consumo quotidiano e nella sua costruzione, ancora prettamente artigianale.

Nel corso della storia, nella realizzazione dei più comuni oggetti, gli artigiani dimostrano di coniugare abilmente tradizione e innovazione. È il caso di alcuni semplici utensili quotidiani che, lavorati con la cura e l’attenzione tipiche della cultura italiana, diventano più adatti all’uomo e alle sue esigenze.

 

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“Dal pennello i Greci derivarono l’uso della spazzola a pennello per lisciare i capelli; presso i Romani il peniculus per spolverare era, generalmente, l’estremità d’una coda animale, mentre la scopa, fatta di foglie, frasche o ramoscelli di ericacee, si avvicinava assai più alle rudimentali scope del nostro tempo. La spazzola da testa in forma di pennellessa a manico lungo riappare in Europa solo nel sec. XI, per essere più tardi usata anche per spazzolare i panni. Ma bisogna giungere al sec. XVI perché incominci a diffondersi, con l’uso, la fabbricazione delle spazzole, iniziata già nel Quattrocento a Norimberga. Un vero assortimento delle spazzole usate nel sec. XVI ci è illustrato da un’incisione (raffigurante un legatore di spazzole nella sua bottega) dello zurighese J. Amman, ai cui disegni si devono tante notizie sull’arredamento e sugli usi domestici dell’epoca. Lo spazzolino da denti apparve, in Cina, nel 1400, come si apprende dalla Grande enciclopedia cinese, ma solo nel 1675 se ne ha una prima notizia in Europa, naturalmente non come oggetto di uso corrente: ancora nel Settecento esso rappresenta una rarità e solo nella seconda metà del sec. XIX, con i progressi dell’igiene, l’impiego ne diventa comune in tutti i paesi civili.”

La Treccani sottolinea l’elitarietà dell’utilizzo di questo strumento nel corso della storia, che provenne alla cultura occidentale solo e successivamente al XVIII secolo (le più antiche, l’industria di Liverpool), mentre nel Bel Paese pervenne solo nel secolo successivo.

Questo strumento per la cura personale si diffuse con forza dapprima nelle tolette delle signore d’alto-borgo, per poi diffondersi, pian piano, tra tutta la popolazione. Dal corpo e dal dorso in legno di castagno, pioppo, acero, quercia, ciliegio, noce e, più raramente, ebano, mogano, palissandro o altri surrogati artificiali, fino al pelo utilizzato per spazzolare, fatto con materie prime animali e vegetali, o con fili metallici per le superfici più dure.

Durante la rivoluzione industriale la spazzola si diffuse in tutto il mondo ma, come si è detto, arrivo in Italia solo durante l’Ottocento: sono questi gli anni del primo capitalismo e, anche in Italia, si sviluppano le prime aziende dedicate. “Esistono attualmente una decina di grandi fabbriche (accanto alle piccole manifatture, molte delle quali abbinano la fabbricazione di spazzole di saggina a quella delle scope) che occupano complessivamente alcune migliaia di operai, con una forte produzione che ha emancipato in gran parte il paesi dal tributo d’importazione.”

Insomma, dopo decenni e decenni in cui la spazzola è stata un elemento esterofilo, l’Italia, non senza fatica, ha ripreso le redini della tradizione gentile e ne ha ristabilito i criteri di produzione nel mondo.

E noi, da bravi gentiluomini che hanno scelto Gentlemen’s Choice, vogliamo ribadire con forza l’importanza di dedicarci a questa nostra piccola, grande tradizione, che da decenni caratterizza il mercato della cura personale.

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